Pubblicato da: studionati | dicembre 20, 2007

Decreto Legislativo n. 231 del 2001

LA RESPONSABILITÀ DA REATO DELLE SOCIETA’ AI SENSI DEL D. LGS 231/2001 ALLA LUCE DELLE INTEGRAZIONI INSERITE NEL 2007

SICUREZZA SUL LAVORO: LE NOVITA’ INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 123/07 –

Il Decreto legislativo n. 231 del 2001 ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità da reato delle società, prevedendo severe sanzioni per l’ente quando il legale rappresentante od un dipendente commetta un illecito penale nell’interesse od a vantaggio della società.

La normativa riguardava, nella sua originaria formulazione, soltanto taluni delitti dolosi contro la pubblica amministrazione, i reati societari, la truffa in danno dello Stato e pochi altri titoli di reato. La Legge n. 123/07, nel riformare profondamente la disciplina in materia di sicurezza, ha esteso l’applicazione del decreto legislativo n. 231 del 2001 anche ai reati di omicidio e lesioni colpose gravi causati dalla violazione delle norme a tutela del lavoro. Sono state introdotte, infatti, sanzioni pecuniarie ed interdittive per gli enti che non abbiano adottato modelli organizzativi idonei a prevenire i reati derivanti da inosservanza della disciplina sulla sicurezza sul lavoro.

La sanzione pecuniaria minima per la società nel caso di accertamento della responsabilità per tali reati è di 258.000 euro. Inoltre, nel caso di condanna per uno dei delitti citati, si applicano le sanzioni interdittive, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a un anno ( l’interdizione dall’esercizio dell’attività; la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi).

Il nuovo intervento legislativo riguarda anche l’esecuzione degli appalti pubblici. Infatti, anche per i nuovi illeciti assume particolare rilievo la possibile applicazione della sanzione interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. L’irrogazione di tale sanzione costituisce una delle cause di esclusione dalla “partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi” pubblici, a norma dell’art. 38, D.Lgs. 163/2006.

Il riconoscimento di una responsabilità dell’ente, oltre a quella dell’autore del reato persona fisica, comporta la previsione di autonome e distinte sanzioni (pecuniaria, interdittiva, pubblicazione della sentenza e confisca) da comminare alla società nel caso di accertamento del reato. La società può andare esente da pena soltanto se abbia attentamente valutato le fonti di rischio (mappatura del rischio) ed adottato i modelli organizzativi.

Per quanto riguarda i destinatari di tale Decreto, ad essere interessati dalla normativa sono gli enti dotati di personalità giuridica e non, quali ad esempio: Spa, Srl, Sapa, Snc, Sas, associazioni, cooperative, fondazioni, enti economici sia privati che pubblici e più in generale tutte le imprese organizzate in forma societaria. La normativa, pertanto, interessa un’area molto vasta di soggetti, tra i quali rientrano anche le piccole imprese, con particolare riferimento a quelle che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione (appalti, concessioni, autorizzazioni ecc.). L’unica esclusione è quella delle imprese individuali.

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